♪ Piεηα δi νiтα's profile•´¯`°¤. Colei che ha vit...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
di Antonio De Curtis (Totò)
Simbolo di DONNA
Fraseggiando.
Innamorata dell'arte.
•°¤*¤°•°¤*¤°•
...Sei entrato nel mio
...Mi aspetto che
tu lasci almeno
la tua firma!
Un bacione forte...
•°¤*¤°•°¤*¤°•
♫ Pίεŋα δί υίtα ♫
•°¤*¤°•°¤*¤°•
ღConsigliaღwrote:
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Apr. 17
daniele nazzarowrote:
Adoro tutto il contenuto e le relativi immagini, la musica è rilassante e rende altrettanto rilassante guadare il tuo blog. Un bacio.
Feb. 26
paolawrote:
tesorino!!!
ke bel blog ke hai..complimentoni!!
vedo ke ti dai davvero da fare qui!!
cmq anche se ormai nn mi pensi +
sappi ke mi ha fatto davvero piacere conoscerti e passare una bella settimana cn te
un baciotto glande glande...Paola
Nov. 17
il tuo blog è sempre molto bello..
complimenti.
quindi suoni il pianoforte?..:)
che bello....
brava
un abbraccio
Nov. 9
·÷±‡±gαттιиαღραzz᱇±÷
wrote:
Ciau passavo di qui x caso...il tuo blog è bellissimo!!! Complimentissimi!!! Passa anke da me se ti va...un dolce abbraccio!!!
Nov. 7
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•´¯`°¤. Colei che ha vita .¤°´¯`•• Il dire altamente alte cose, è un farle in gran parte •
The End.Non ci sono più. Sono svanite. Non ci sono più, le parole sono bruciate, l'ossigeno le ha corrotte, e la penna non scivola più. Non ci sono più, con loro sono volate lontano le immagini di una mera realtà in versi. Le lettere non corrono più come una volta, non sono più attente ad accavallarsi come le cristalline onde del mare, non volano più come nuvole di lana. Non ci sono più. Hanno preso quel treno, con me, quel treno che sembrava abbracciare quelle immagini che scorrevano via, che imprigionava realtà immensamente diverse in pochi millimetri di vita... Ma non sono scese alla mia fermata, non era quello il posto per loro, per me lo era, ma per loro no, e sono andate via, senza proliferare una sottile parola, senza avvisare, senza fermarsi. Via. Solo lontano, via di qua. Non ci sono più, sparite, e con loro una parte dell'infinito cammino di me, che rincorre un futuro di strampalata ragione, incredibile realtà. Pensare, ma non più come una volta. Scrivere, ma senza alludere, solo chiarezza, trasparenza. Una vita dal singolare significato. E' finita così, e probabilmente non riprenderà più. L'inchiostro è finito.
Lei.Gira su se stessa e balla,balla sotto la pioggiae quello diventa un momento magico,balla con la mano destra poggiata sul capoe tiene fermo il suo cappello di pagliuzza gialla,ormai fradicio per la pioggia.Il cappello ha intorno a se un nastro di raso rossomolto lungoche le si avvolge intorno e sembra volaresotto la pioggia.Balla,balla nel bel mezzo di una strada,di notte,senza auto e senza luci, tranne una,quella del lampione sotto la sua finestra...Gira,gira,gira,e gira volteggiando tra un marciapiede e l'altroafferra il lampione con l'altra manoe gira e gira ancoravolteggiando su se stessa mille e mille voltee la sua gonna d'un tratto sembra tingersi di un simpaticorosso scarlatto.Il suo volto tondeggiante è per lo più impalliditoma due luci rosee si accendono sulle sue goteun pò più su delle rosse, piccole e carnose labbradove le cristalline goccioline di pioggia si posanoe sembra che tenera neve le baci,come fossero baci rubati e tenerie come un leggero abbraccio lentamente scivolano giù per il colloe si nascondono dietro la veste scarlattacome fossero lacrime di gioia.Gira, gira, gira...La sua mente è altrove, sogna,sogna un prato verde smeraldo sul quale si ergono alti gialli girasoliche girano, girano, girano...Gira tutto e gira anche lei,i suoi piedi nudi sembrano volare come farfalleche da un fiore all'altro percorrono tutto il prato primaverile...Gira e corre,poi si lascia abbandonata sulla tenera erbettae una coccinella rossa comincia a percorrerle un mignolo.Lei la osserva,rossa, così piccola, con quelle nere macchioline sulle sue ali,leggera come un granello di sabbia,si ferma.La coccinella è ancora ferma sulla sua mano roseaquando si accorge che la pioggia si è già fermata da tempoe i suoi occhi si riaprononel suo soffice e caldo letto.Complicato crescere.E' complicato da spiegare.Troppo complicato per rispondere a delle domande.Ho fretta, ho troppa fretta, non posso pensare, devo correre, correre ancora.Penso che non avrei abbastanza parole per riuscire a rispondere, non saprei che cosa dire, non ho il tempo.Devo andare.Eppure...Sembrava tutto normale, tutto era così maledettamente uguale ai giorni precedenti, tutto era "lo stesso", e ora invece, sembra non esserlo piu'.Non pioveva perche' tu potessi essere triste, non ti eri alzata dal verso sbagliato perche' dovessi provare una sensazione strana, non avevi preso un caffe' amaro perche' il tuo stomaco dovesse bruciare dal dolore, non era passato un trattore sulle tue vertebre perche' tu non riuscissi piu' a stare in piedi, non era successo niente di particolare, eppure la sera prima lo avevi detto, a malincuore, si, ma lo avevi detto, e ci avevi pianto per prima tu, per prima ti eri sentita cosi'.Il sole era abbastanza alto, ma era ancora presto, il bambino non era ancora sceso giu' a giocare con la sua bicicletta, la signora stava ancora rassettando la casa, tu eri ancora in pigiama...Una telefonata.Ti siedi.Non parli.Fissi la parete di fronte ai tuoi occhi.Tiri su le ginocchia e abbraci le tue gambe come fossero un cuscino.Poi, ti alzi.Cammini per quei pochi metri e sembra che in quei passi sia passato un anno della tua vita nella tua testa.Ricordi, e' l'unica cosa che puoi fare.Ricordare.E allora guardi delle foto.In un momento, cambia tutto.No, non era cambiato qualcosa intorno a te, no, era cambiato tutto dentro di te.Pace.Serenita'.Un velo di gioia.E allora, come il tuo solito, tiri su le maniche della tua camicia e ti prepari per metterti all'opera.Ti trasformi per loro come un bastone per un anziano, e tu, ti appoggi a Lui, che ti tiene in piedi.Ti guardi dentro, e ti scopri piu' grande.Non sei piu' una ragazzina, non e' l'emotivita' a guidare i tuoi piedi, ma il cervello.E' nella mente.Tutto quello che fai, tutto quello che farai, non sara' per un futile interesse, ma quelle stesse cose di sempre, diventeranno la forma dove colera' il tuo futuro.Allora vai avanti, e ti rendi conto che hai imparato tanto in quest'anno, che non e' stato tutto inutile, ma che tutto, al contrario, ti ha aiutata a crescere.Sei una donna, non e' questa l'eta' delle fatalita', tutti si aspettano da te qualcosa di diverso, ma soprattutto tu, tu ti aspetti qualcosa in piu' da te stessa, e se c'e' qualcosa che non sopporti e' la delusione.Allora stimi quei vecchi consigli, e ti rendi conto che le cose, oggi, per te, hanno un valore diverso.Non e' il tempo delle bambole, non e' il tempo dei giochi, non hai tempo di perderne un po', devi darti da fare, devi tirar su quelle maniche, e devi mirare in alto, questa volta con piu' consistenza.Sei diventata adulta, e non lo dice l'anagrafe, non te lo ripete tua madre per cercare di scatenare un processo di maturazione in te, ma lo dice il tuo cuore, la tua anima che grida, e che non sopporta piu' quel vecchio "io" infantile che cerca di ottenere quello che vuole senza pensare alle conseguenze.Ragionamento.Questo ci distingue dagli animali, questo fa di noi delle persone intelligenti, questo ci permette di essere diversi gli uni dagli altri, questo ci permette di crescere.Sei tu che pretendi qualcosa di diverso, non sono gli altri, ma sai anche che potrai farcela.Cominci a pensare a tante cose, tante decisioni che dovrai prendere, tante scelte tra mille alternative, e piu' pensi a quello che sara', piu' ti rendi conto, sbalordita, che tu stessa non ragioni piu' secondo quel vecchio criterio, che oggi non ricerchi quello che volevi una volta, che oggi le esigenze, i desideri, sono diversi, e che oggi, non e' una futile, infantile, stolta emotivita' a controllare i tuoi movimenti ma il cervello.La mente.Allora ti stupisci tu stessa, e ti rendi conto, che in tutto questo "cambiamento" sei cresciuta.Un mix.Puntuale come un orologio di carta pesta, è questa mia voglia di costringere i pensieri in parole senza senso e senza asserzione… Lontano un miglio da quello che era stato, da quello che era parso di essere, ricordo con compassione i giorni in cui ti guardavo e credevo essere vivo in te il mio affetto, ricordo che quando ero dinanzi alla realtà di quel giorno credevo fosse giunto un roseo colore sulle mie gote. Follie! Follie! Cos’altro se non follie, quelle che mi spingevano a credere che il mondo avesse voltato pagina con me, che avesse sottoscritto un nuovo inizio in questo nuovo incipit, che di nuovo ha solo l’asfissiante odore di ignoto? Pensavo che tu fossi come me, che avessi la forza di decidere quello che io ho già concretizzato nella mia vita, credevo che in un angolo del tuo essere avessi avuto un po’ di fegato per tagliare le catene ai tuoi arti che ti costringono a strisciare come fossi un verme riluttante su questa terra fredda e impolverata nella quale affondi indignitosamente… Abbandona il tuo pensiero sciocco di poter persuadere questa mente morta e assonnata, e corri verso i tuoi principi e dimentica quello che è stato, dimentica quello che ti avvolge come una coperta calda in pieno inverno, soffri il freddo e superalo, combatti questo giaccio pungente e non temere le ferite, anche le cicatrici servono nella vita. Abbi fiducia in te stessa, puoi farcela anche senza tutto questo, e lo sai, ma lui, lui non sa che tu hai intrapreso la tua strada, e forse non lo saprà mai. Un ricordo stupido ti commemora quel vecchio fumo che ormai è spazzato completamente via come fiamma senza ossigeno. Lontano da quel ricordo elimini te stessa e vecchi sogni, ma se non utilizzi la tua gomma, se non copri con la tua coperta di sacco giallo quel pensiero che ti preoccupa, allora riconoscerai che quel che fu non è un decrepito rancore, ma un antico alone profumato che impresso nei tuoi tessuti ravvivò la tua epidermide. Scuotiti e alzati, indossa il tuo mantello e scendi nell’aia, quante cose hai ancora da fare, quante altre si appressano verso di te, missioni che solo tu puoi compiere, le stesse che oggi incutono così tanto timore sul tuo petto, corse senza tregua che affronterai con spirito di vittoria, perché se è vero che l’importante è partecipare, la ciliegina sulla torta è sempre vincere, perché a chi vince sarà data la corona. E noi siamo più che vincitori, sempre. Vinciamo adesso che sta per arrivare questo piccolo cucciolo che si fa attendere ancora troppo secondo il pensiero dei suoi amati adulti. Intanto ricordi quei momenti di qualche giorno fa. Quante cose che sono piombate nella tua vita, quanti cambiamenti, accipicchia, quanto cambia il tuo essere! I primi esami ti hanno costretta a prendere delle dolci responsabilità, dolci perché credi in un buon esito, dolci perché tutto sommato sono stati così sereni che quasi non ti sembrava di viverli. Sono infantili questi ricordi che riaffiorano nella tua mente, sono così “bimbi” che il tuo volto si illumina con un sorriso e contrai quei scettici muscoli che ultimamente sono molto allenati. Cos’altro c’è? I cambiamenti sono a capolino, molti sono già piombati, altri stanno arrivando. Cominciò una settimana che ora si è conclusa, una settimana che ti ha temprata come pioggia sul terreno di un campo che ha bisogno di acqua per portare frutto. Acqua, acqua! Quanta acqua che è caduta, eppure noi, bagnati come mai, siamo ancora qui, assetati di nuova pioggia. Personaggi di tutti i generi, quanti già ne conoscevi, e quanti hai conosciuto solo adesso, e quanti ancora conoscevi e hai conosciuto un po’ di più… Sono gioie che serberai, sono momenti, quelli dei video sciocchi e allegri, che rimarranno stampati per sempre nella tua mente e nella tua vita. Sciocchezze che vanno fatte per respirare a pieni polmoni senza il timore che scoppino da un momento all’altro. Ho tanta voglia di rivivere tutto di nuovo, e presto arriverà ancora una volta quella settimana, rinnovata, e piena di nuovi ostacoli da saltare. Intanto cambia, come già cambiava, la musica suonata dalle tue corde, che spesso, martellate, donano alla vita una melodia così singolare da meravigliare anche me stessa, che odo. Suonami, suonami ancora, e io mi lascerò accordare da Te! Finì tutto così...The End. E' finita, l'adolescenza è finita, a ricordarcelo un fantomatico esame: << la maturità >> ma io, di maturo, non sento nemmeno la PUZZA del "foglio di carta", il Diploma. Addio anni felici, addio!!! Arriva la puzza del Cambiamento, e ad essa si aggiunge quel pizzico di paura per quello che sta per accadere, l'università... L ' ignoto! Allora i conti saranno diversi, lo studio sarà diverso, non ci sarà più nessuno che spererai sia interrogato al tuo posto, l'esame lo avrai prenotato tu, e tu dovrai sostenerlo. Nostalgia! E' finita, è FINITA! Domani l'ultimo "dialogo" con i tuoi prof, e poi... Ma erano già pronti a ricominciare... Ruggente come un leone, dolce come lo sguardo di uno scoiattolo, profumata ... come una puzzola. Caldo estenuante, freddo pungente. .Estremi. ... Pacati irruenti lunatici riflessivi pazzi patetici silenziosi allegri comici ... 27 anime ... un solo corpo. Finì ma per troppo poco. Per tornare più dura e più testarda di sempre. Ma noi fummo per sempre la FORZA e la VITTORIA il ricordo del passato, che segna profondamente il Futuro! P.S. IN BOCCA AL LUPO PER GLI ESAMI E PER LA VOSTRA VITA!!! Arrivederci...
(Per quegli esserini strani come e/o più di me della mitica vecchia cara V F)
...Pensieri scritti da me e frasi celebri...
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Dante
Parlando di Musica...
Nicht Vergessen
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